“…leggerezza in un atto e tante scene” è il sottotitolo di quest’opera teatrale, già rappresentata con successo. Olga, la protagonista, i suoi uomini, il marito, gli amanti, Gemma, la governante devota e semplice. Olga usa i foulard coi loro colori, quale linguaggio, codice per comunicare la propria disponibilità, i capricci, le inquietudini. Un gioco coloratissimo e serrato che cela , continuo, il mistero di una riappropriazione di sé attraverso quello che Aurelio Pes definisce, nella prefazione al libro: ”il foulard… un archetipo… quanto di più vaporoso e imponderabile si possa concepire, in grado di donare colore e sapidità ad ogni singolo atto dell’esistenza…”. Un lavoro sull’identità, che si esplicita in un imprevedibile finale.