Amabile e affabile Signora,
si disponga piuttosto a godere queste godibilissime epistole come un'acrobatica prova di estro linguistico; e da un grande acrobata del linguaggio come Alberto Savinio si lasci convincere (e non è risarcimento da poco, dopo aver patito tante insolenze) che le civiltà, le culture, le letterature «si fanno per le donne». E con parole che Apolloni potrebbe far sue (ed io con lui), quell'ilare e lieve Zarathustra che danzò sulla nostra greve letteratura così proseguiva: «La civiltà è nei rapporti tra uomini e donne, ciò che la corte è nei rapporti tra uomo e donna: una forma di seduzione, di lusinga, d'infingimento per nascondere quel che di brutto, di triste, di vergognoso, di mortale è nell'amore - e nella vita».
dalla premessa di Antonio Di Grado