La bottega di don Mimì

Presentazione di Santi Correnti 2000, pp. 184
Compagnia Lettera 32


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Assolutamente eccentrico e singolare Don Mimì, secco e saggio barbiere di provincia che già dalla prime pagine si rende simpatico per le sue somatizzazioni nervose. È questo un romanzo che non si racconta in poche righe, perché al di là e molto di più che nella trama, il suo valore consiste nella serie di informazioni che l’autore ci fornisce attraverso il protagonista e gli altri personaggi, tutti mirabilmente disegnati, di un mondo. Un microcosmo forse oggi difficilmente rintracciabile, ma che solo pochi decenni orsono, esprimeva saggezza e contraddizioni del popolo di Sicilia. È ambientato nel 1936, in pieno fervore fascista. Don Mimì riflette sulla vita e sulla politica, sulla morte e sulle incoerenze dell’essere umano; prudente e attento osservatore, capace di umana pietà, onesto e severo forse, soltanto verso se stesso. La sua bottega centro di un universo, o di un grande coro che il protagonista dirige con sensibilità e maestria.
 

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