Salvatore Coppola si abbandona al mito per raccontare le emozioni di un incontro. Che poteva essere uomo, donna, sorriso, capelli, bocca. E invece è un paese che è tutte queste cose insieme; è una scoperta meravigliosa affondare nella memoria per cercare nel presente facce, luoghi, poesie, musica. Caltabellotta... Una striscia di luce segna la via verso il cielo. Ezio e tutti i suoi amici musicisti la illuminano con la musica e la liberano dalla piaga del ritorno, sfidando il buongiorno con un gesto della mano che non è un addio. E non è nemmeno un arrivederci. Muovono i pupi con le mani. E sembra che salutino. Senza fili, senza teatrino, li muovono. Perché non sono loro i pupari. I pupi di Caltabellotta si muovono da soli. Ballano felici sulla musica abbagliante della via che porta in cielo. dalla prefazione di Giacomo Pilati