LA DANZA E IL PAESAGGIO

Paesaggi danzati e meditati DANCE AND LANDSCAPE MEDITATIONS ON DANCING AND LANDSCAPES Progetto e introduzione di Betty Lo Sciuto Testi di Luigi Lombardi Vallauri 2010, PP. 96 - Ill. a colori ISBN 978-88-97073-03-1
Compagnia Penna blu


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Il paesaggio ha il potere di nutrire, di soddisfare l’anima, e di nutrirla, di soddisfarla non in un qualunque modo, ma rendendola più grande di come è nella routine quotidiana. E l’anima resa più grande, esaltata, è resa più se stessa, perché la sua condizione naturale è l’apertura, per non dire l’immensità e quando è chiusa in un orizzonte ristretto, anche se magari non se ne accorge, soffre, non incontrando quel profondo,  quell’ampio, quel poetico per il quale ha struggente nostalgia. E che soffre se ne accorge dal senso di gioia, di pienezza, di liberazione, che prova non appena l’orizzonte si apre.

Il paesaggio è uno di quegli oggetti, o meglio, di quei non oggetti che, per la loro natura e grandezza, possono rivelare l’anima a se stessa.  Luigi Lombardi Vallauri

 

  

Una coreografa, Betty Lo Sciuto e un filosofo, Luigi Lombardi Vallauri, l’idea di collegare immagini di danza nei paesaggi alla filosofia del paesaggio, fatta di parole che parlano direttamente al cuore, senza intermediari, in un connubio tra poesia, scienza, storia, filosofia.

Parole sull’anima di paesaggio e su stati meditativi ispirati a diversi paesaggi: l’alta montagna, la città, il cielo, il sole, la luna, le stelle, gli ecosistemi selvaggi, il deserto, il mare, l’acqua, lo stesso corpo umano. Tutti accomunati dallo stesso sentire: i paesaggi nutrono l’anima.

Il parallelo è con la coreografia, con la danza, con il moto dei corpi che si fa moto dell’anima.

Sentire il paesaggio con tutto il corpo. Divenire un tutt’uno di corpo anima paesaggio.

Figure che si muovono insieme al paesaggio in una magica sospensione di tempo e spazio nell’attimo vita.

Lo scatto fotografico ferma l’istante di vita in cui il corpo esplode o è nella stasi dell’immobilità apparente, tempio dell’ascolto, tempio della nascita.

Il corpo entra in sintonia con i luoghi muovendosi e fermandosi.

Assapora paesaggi permeati dalle suggestioni dei colori del cielo, dalle forme delle nuvole, dall’indeterminatezza della nebbia. E’ sempre e comunque un viaggio interiore.

Le parole poetiche/filosofiche/scientifiche di Luigi Lombardi Vallauri fermano le immagini rallentandole, ogni danza si eterna, esiste nell’attimo e per sempre, è nel continuum.

Una danza che interpreta lo spirito dei luoghi, dà corpo ai moti dell’anima di paesaggio.

Nella fissità degli elementi architettonici si espande l’onda del movimento creando una risonanza.

Nell’essenza della danza il continuum, nella rimozione degli ostacoli il libero fluire dell’energia; aria, vento, nebbia sulla pelle ma anche cielo terso.

Una

 

 

 

 

 

 

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