Il silenzio ritrovato

Prefazione di Claudia Cincotta, 2009, pp 60
Compagnia Collana Black


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Un cavaliere errante intraprende con il suo sarcastico scudiero l’impresa imposta dal re; un giovane bibliotecario indagato per un furto di cui si dichiara innocente, s’imbatte in una coppia simile: una contemporanea quanto inaspettata coincidenza genera riverberi di senso, e la soluzione della vicenda di ognuno si compone in questi incontri.

Il tema è quello della poesia: necessaria al punto da dover esser rubata, riconosciuta nel suo ruolo essenziale d’amore per la vita. Guarisce chi ne ascolta i versi, valenti non si sa quanto ma solo come: attraverso l’anima del poeta che li ha scritti e di cui resta inconsapevole.

Ne Il silenzio ritrovato, il rapporto col doppio, col perturbante altro da sé, si trova raggirato dalla sospensione del tempo, nel regno asfittico della realtà priva del suo sogno; ritrovarlo è respirare tutta la poesia che evapora dai grigiori della vita quotidiana. Della trasformazione che si consuma nel romanzo, si avrà consapevolezza alla fine, quando soprag-giungerà la più sana delle cure: l’oblio.

 Dalla prefazione di Claudia Cincotta

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