Di questa terra facciamone un giardino

2009, pp 74, illustrato in b/n Testi di Vincenzo Consolo, Gaetano Savatteri, Ascanio Celestini, Rocco Pollina, Gaspare Giglio, Enrico Stassi, Umberto Leone, Piero Nissim, Ignazio Buttitta, Pino Veneziano In allegato: CD AUDIO DELLE CANZONI DI PINO VENEZIANO interpretate da: Peppe Barra, Roy Paci, Sud Sound System, Moni Ovadia, Etta Scollo, Pippo Pollina, Officina Zoè, Gabriele Rampino, Enrico Stassi, Clara Salvo, Matilde Politi, Michela Musolino, Mondorchestra e Umberto Leone.
Compagnia Linea emozioni


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Mentre Buttitta e la stessa Balistreri cantavano una Sicilia e un’Italia del secondo dopoguerra, delle lotte contadine e dei sindacalisti uccisi dalla mafia, della seconda grande emigrazione nel centro Europa di masse di braccianti, Pino Veneziano cantava l’atroce Italia dei roventi anni Settanta, del regime democristiano, della corruzione e delle stragi perpetrate dai fascisti. (Vincenzo Consolo)

 

La voce di Pino Veneziano fa affiorare l’incanto delle notti stellate, la risacca del mare, le poche case affacciate sulla spiaggia, la forza selvaggia di una natura che prendeva il sopravvento perfino sulle rovine antiche. Un mondo che non c’è più. Un mondo scomparso. La voce di Pino ci parla di quel mondo, di quel tempo. Ma non è una voce spenta. Non è una voce sopraffatta. Ci parla ancora. Ci canta ancora. Ci cunta ancora canzoni.  (Gaetano Savatteri)

 

La cosa che mi colpisce di Pino Veneziano è che è uno di quei cantanti-artisti della cultura orale che in altre nazioni, per esempio gli Stati Uniti d’America, sarebbero diventati oggetto di culto, un po’ come Woody Guthrie o i padri del blues. Purtroppo in Italia si è perso questo legame con i nostri padri musicali della cultura orale. (Ascanio Celestini)

 

Un cantastorie che fa politica, e la sublima con la poesia. Il suo discorso è semplice, popolare, ma convincente. E riesce a farsi capire dai braccianti, in maggioranza analfabeti e semianalfabeti. Gli argomenti sono la verità cantata da popolano a popolano, senza inganni. (Ignazio Buttitta)

Recensione articolo