È certamente un atto d’amore, questo preziosissimo volume che, scavando in tutti gli ambiti del vivere in Sicilia, nei secoli, trae fuori figure femminili degne di essere riportate a dignità. In risposta alla storia ”degli uomini” che sempre ha voluto ignorare la donna.
A partire dai Vespri Siciliani vengono riportate alla memoria le rivoluzionarie, le ”streghe”, le economiste, le sociologhe, le donne contro la mafia, le politiche, le attrici e artiste in genere (poetesse, scrittrici, fotografe, cantanti, compositrici, pittrici, ecc.). Non c’è luogo del fare, del pensare, del creare, che il Prof. Correnti non abbia indagato con scientifica, fervida cura e pazienza certosina. Nel leggere questo interessante, nonché piacevolissimo volume, sia gli uomini che le donne avranno temi su cui lungamente ”riflettere”.
È certamente un atto d'amore , questo preziosissimo volume che, scavando in tutti gli ambiti del vivere in Sicilia, nei secoli, trae fuori figure femminili degne di essere riportate a dignità. In risposta alla storia "degli uomini" che sempre ha voluto ignorare la donna.
A partire dai Vespri Siciliani vengono riportate alla memoria le rivoluzionarie, le "streghe", le economiste, le sociologhe, le donne contro la mafia, le politiche, le attrici e artiste in genere (poetesse, scrittrici, fotografe, cantanti, compositrici, pittrici, ecc.). Non c'è luogo del fare, del pensare, del creare, che il Prof. Correnti non abbia indagato con scientifica, fervida cura e pazienza certosina. Nel leggere questo interessante, nonché piacevolissimo volume, sia gli uomini che le donne avranno temi su cui lungamente "riflettere".
Santi Correnti, nato a Riposto (Catania) nel 1924, ha istituito nel 1970 la cattedra, unica in Italia, di Storia della Sicilia nell’Università di Catania, e vi ha insegnato per 26 anni, pubblicando 92 opere, tra cui Donne di Sicilia. La storia dell’Isola del Sole scritta al femminile nel 1990. Ex Normalista di Pisa, dirige dal 1964 l’Istituto Siciliano di Cultura Regionale, e dal 1973 la Rivista Storica Siciliana, cui hanno collaborato firme illustri. Ai suoi studi storici si devono i nuovi concetti di “Bievo”, di “Guerra dei Novant’anni” per la Guerra del Vespro, di “Storia interregionale d’Italia”; nonché la “Legge di univocità del fatto storico”, e la scoperta del significato di “ANTUDO”, che fu la parola segreta del Vespro siciliano. Per i suoi studi sulla storia dell’alimentazione, nel 1993 è stata intitolata a lui una sala del Museo Nazionale delle Paste Alimentari di Roma; e nel 1994 un gruppo di suoi ex allievi, tra cui parecchi docenti universitari, lo ha proposto a Senatore a vita per meriti culturali, avendo egli dimostrato il continuo, e spesso anticipatore, contatto spirituale e culturale della Sicilia con l’Europa.
Accogliendo la proposta lanciata nel 1987 dalla storica francese Michèle Perrot, docente alla Sorbona di Parigi, lo storico siciliano Santi Correnti (che dal 1970 al 1996 ha insegnato Storia della Sicilia nelle Università di Catania e di Trapani, dalla specifica cattedra da lui istituita nel 1970 a Catania), ha pubblicato nel 1990, tra le sue novantadue opere finora edite, il volume “Donne di Sicilia”, che è stato il primo libro del genere apparso in Italia; e che ha avuto largo successo di pubblico e di critica, ed a Catania è stato favorevolmente presentato da tre illustri donne siciliane, che rispondono ai nomi del magistrato Anna Finocchiaro Fidelbo, della scrittrice e Patrocinante in Cassazione Anna Ruggieri, e della letterata Sarah Zappulla Muscarà, docente universitaria a Catania.
Il vasto panorama storico, presentato da Santi Correnti, va da Damarete, la siciliana che già nel V secolo avanti Cristo affermava l’inviolabilità della vita umana; ed arriva fino alle siciliane dei nostri tempi, come l’imprenditrice Marina Taglialavore, che coi suoi geniali computer sanitari si è imposta nel Mercato mondiale; o come il magistrato Anna Finocchiaro Fidelbo, che nel 1996-1998 è stata Ministro per le Pari Opportunità nel Governo Prodi.
Santi Correnti dimostra storicamente e documentatamente, in questo suo libro, che in tutti gli avvenimenti storici, veramente importanti e determinanti nelle vicende siciliane, le protagoniste sono state le donne, come ricorda anche Dante per il Vespro Siciliano del 1282, per il fatidico grido di “Mora, mora!”, che fu lanciato da una donna.