In fondo a un pozzo chiamato Palermo, ci sono storie che aspettano la redenzione di essere raccontate. Nascere palermitani vuol dire avere addosso la febbre del cuntu. La smania del racconto che traduce quello che gli occhi hanno visto, quello che il cuore ha avvertito. Cuore e occhi sono troppo piccoli, hanno bisogno delle parole per liberarsi dal peso. Parole felicissime come quelle di Benvenuto Caminiti. Daniele Billitteri, coglie il segno nella prefazione al libro: "Caminiti dichiara che i racconti sono di pura fantasia ma, ora bella la verità, io ho i miei dubbi…". I racconti sono surreali, paradossali, ma, appunto, sembrano veri. Sembrano storie autentiche pescate in fondo al pozzo. (Roberto Puglisi, Giornale di Sicilia, 20 giugno 2004)