Una interessante opera prima che, con un ingegnoso e complesso meccanismo, racconta la fine, in Sicilia, delle lotte contadine che avrebbero dovuto strappare la terra alla mafia per darla ai lavoratori.
Un insegnante di un liceo di Palermo narra, ai suoi allievi, le vicende di un suo zio, Pietro Alati, che nel ’43 partecipa attivamente alla guerra partigiana, col nome di battaglia ”Pescatore”. Con questo racconto riesce a legare pagine di storia lontane tra loro, ma legate da afflati e finalità comuni, destando vivo interesse negli studenti. Parallelamente l’insegnante, vive in prima persona una battaglia per smascherare un politico corrotto, ma anche questa fallisce in quanto qualcuno del piccolo gruppo apparentemente coeso, tradisce. C’è dunque anche una nota di giallo tra queste pagine mirabili per il loro contenuto letterario e soprattutto educativo.