...Quattro storie, per dimostrare che invece ci può essere ancora spazio
per il pensiero, quello vero, che quando lo sfiori, anche solo con
gli occhi, ti accorgi che dentro c’è una musica diversa, antica. Una
vecchia ballata che ascolteresti per ore. Fatta di parole, virgole,
punti. Linee solitarie di un percorso breve che fa il giro del mondo
in poche righe e poi torna di nuovo. Indietro, avanti, non ha importanza.
Torna di nuovo ed è questa l’unica cosa che conta. Perché
ripassare dal via serve a ricominciare un nuovo giro, sapendo quello
che c’è dopo, quello che non sapevi prima di cominciare. (...).
(Da Come l’acqua che scorre di Giacomo Pilati)