“Questa è la mia terra ed io la difendo e tu?”. È arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci”.
Cari Amici trapanesi:
mi è stato impossibile essere con Voi a ricordare Giuseppe GATI’, morto l’anno scorso in un incidente sul lavoro.
Non l’ho personalmente conosciuto, ma come tutti ho avuto modo di apprezzare il suo coraggio nel sapersi schierare contro ogni arroganza o prepotenza (da chiunque rappresentata) che potesse risultare in rotta di collisione con la verità ed il rispetto dovuto a coloro che si battono per la legalità.
Per questi motivi ho sempre considerato Giuseppe Gatì un caro amico, col quale idealmente condividere preoccupazioni e speranze, lotte e sofferenze, prospettive e progetti, studi e interventi per un’Italia migliore, finalmente libera dal giogo opprimente delle mafie.
Vi sono pertanto vicino nel ricordo di Giuseppe Gatì, ma soprattutto nell’impegno di onorare questo ricordo con il costante sforzo – di tutti e di ciascuno – per riuscire ad essere degni di lui e all’altezza del suo coraggio.
Con un abbraccio, che tutti ci unisca a Giuseppe, vi saluto cordialmente e vi auguro di realizzare tutto quel che sperate dal futuro!
Gian Carlo Caselli