Funamboli a Nord

anno 2009, pp 80 Prefazione di Filippo Giuseppe di Bennardo
Compagnia Collana Black


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Gualtiero, quarantenne, truffatore ormai di professione, si muove solitario nell’inverno implacabile di una città del nord Italia, in un labirinto di potenziali agguati. Le sue vittime, giovani e ingenue, sono “Angeli” dal cuore puro, anime che sembrano destinate al sacrificio e creano in lui voragini di sensi di colpa. Per sopravvivere al dolore scrive poesie e qualche volta incontra Rosalba, unico approdo umano con parvenza di cielo sereno, prostituta d’alto bordo che riesce ad amarlo ogni volta. Due anime in bilico su una fune che vorrebbero abbandonare.

Pur essendo Funamboli a Nord la prima opera che Sergio Omassi pubblica, basta dare una veloce lettura e fin dalle prime pagine di questo racconto capire che la scrittura è di casa tra le dita dell’autore. Ed è per me un vero onore aprire ad Omassi il mondo della pubblicazione attraverso questa prefazione.
Ci si trova davanti ad una opera che ci porta chiaramente nel cuore della nostra cultura mitteleuropea contemporanea, dove da alcuni decenni si è constatata e concettualizzata la fine della ‘metanarrazione’: della narrazione che si auto-giustifica. Il racconto di Omassi presenta difatti una frammentazione della realtà sociale dove ogni fenomeno, raccontato o colto attraverso il detto, può essere interpretato in maniera opposta, a causa dell’assenza di parametri sicuri e monolitici e che manifesta l’incredulità popolare e culturale verso la metanarrazione che si supponeva fosse verità universale e che godeva di oggettiva legittimazione fino agli anni ’60.
dalla prefazione di Filippo Giuseppe di Bennardo

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