Il giardino della discordia

Racalmuto nella Sicilia dei Whitaker Presentazione di Rosario Lentini 2006, f.to 17 - 24 cm, 8°, pp 176
Compagnia Penna blu


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Piero Carbone è nato nel 1958 a Racalmuto in provincia di Agrigento. Vive a Palermo dove insegna nelle scuole pubbliche. Tra il 1985 e il 1987 ha ideato e realizzato Zmaragdos e Nivuretta, due spettacoli di cultura etnografica.
Ha curato una serie di mostre di artisti siciliani e suoi testi figurano in numerose edizioni d’arte. Collabora saltuariamente con giornali e riviste.
Nel 1996 a Pierrefeu du Var, in Provenza, è stata realizzata la mostra fotografica Lune sicilienne, ispirata al suo libro di poesie La luna. Nell’ambito del “Festival Italia 1997” ha tenuto a Stuttgart un recital di brani tratti dalle sue opere.
Nel gennaio del 2002 è stato rappresentato il suo dramma in versi Dialogo nel bosco nello spazio teatrale della Libreria Tikkun a Milano.

Il titolo di questo libro potrebbe trarre in inganno chi si fermasse alla copertina o chi, prima di leggerlo, non conoscesse altro di Ingham e dei suoi nipoti Whitaker: di quale discordia e disavventura si narrerà, che abbia riguardato quella rinomata dinastia di anglo-siciliani in un piccolo centro rurale della Sicilia ottocentesca? Devo precisare subito, perciò, - soprattutto a beneficio dei lettori di Racalmuto - che i Whitaker non eb-bero più disavventure lì di quante ne ebbero a Marsala o a Palermo negli oltre centocinquant’anni di permanenza in Sicilia.
(…).Piero Carbone non è uno storico e non manifesta l’ambizione di diventarlo; è fisiologicamente narratore, non costruito in laboratorio, pur se il mestiere di insegnante avrebbe potuto avere il sopravvento. Forte, invece, del residuo spirito adolescenziale che sopravvive in lui, tratta uomini e cose del suo paese, tra ’800 e ’900, con atteggiamento peregrinante, tra divertimento e gioco, tra curiosità e stupore, tra sacralità e irriverenza.   Non ultimo, ha un pre-requisito importante per questo libro: è racalmutese, di quella particolare specie di racalmutesi, capaci di autentica indignazione, che non si rassegna ad assistere allo scempio e all’incuria umana verso tutto ciò che testimonia la vita e la cultura materiale degli antenati di quella comunità.
Dalla presentazione di Rosario Lentini.

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